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Pasolini: l'uomo che morì prima di essere ucciso

ultima carloCi sono uomini che non appartengono mai interamente al loro tempo: lo attraversano, lo bruciano, lo consumano, e infine ne restano ai margini, come esiliati di una verità troppo precoce. Pier Paolo Pasolini fu uno di questi. Morì nella notte di Ostia, ma cominciò a morire molto prima, nel momento stesso in cui comprese che la civiltà che amava — quella contadina, povera, innocente, ancorata ai ritmi naturali e ai legami elementari — era già scomparsa, inghiottita dal luccichio volgare del consumo e dall’omologazione televisiva. 
Nessuno come lui seppe denunciare, con voce insieme lirica e disperata, la metamorfosi antropologica dell’Italia. Vide con anticipo che il nuovo potere non avrebbe più imposto catene visibili, ma desideri: un potere più sottile e feroce, capace di colonizzare le coscienze e di cancellare le differenze. Per questo fu scomodo, inascoltato, irriso e temuto. E per questo, più ancora che per le sue idee politiche o per la sua diversità sessuale, fu isolato.
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EDITORIALE CARLO MAGNI - Siena, 17 settembre 2025

Carlo ultimaIL SILENZIO CHE UCCIDE: RIFLESSIONE SUL BULLISMO DOPO LA TRAGEDIA DI LATINA
 
Paolo aveva quattordici anni. Quattordici: un’età in cui la vita dovrebbe ancora aprirsi come un orizzonte senza confini, pieno di scoperte, di sogni, di errori da compiere e da perdonarsi. E invece, a Latina, si è tolto la vita. Una notizia che fa tremare perché mostra, con brutalità, ciò che spesso non vogliamo vedere: il bullismo non è un gioco, non è un rito di passaggio, non è qualcosa che “fa parte della vita”. È una violenza silenziosa che corrode dall’interno e che, se non trova argini, può spegnere un’esistenza ancora fragile, ancora in formazione.
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EDITORIALE CARLO MAGNI - Siena, 8 agosto 2025

carlo firmaIL VALORE DI UNA FIRMA
Memoria, visione, responsabilità, nella stagione sindacale d’agosto
 
C’è un tempo, in banca, che non conosce ferie. È il tempo della responsabilità, della cura, del lavoro silenzioso che prosegue anche quando le città si svuotano, il sole si fa più implacabile e le contrade di Siena si preparano all’eco del tufo. È in questo tempo che, in Banca Monte dei Paschi, si è spesso scritta una parte decisiva della storia contrattuale e sindacale.
Per la nostra Banca, l’estate non è soltanto una stagione: è un periodo carico di riti, decisioni, attese. Accade così che la prima settimana di agosto coincida con alcuni passaggi cruciali dell’anno: l’approvazione dei risultati semestrali da parte del Consiglio di Amministrazione e la loro presentazione agli analisti da parte dell’Amministratore Delegato. È in quel momento che si delineano con maggiore chiarezza le condizioni economiche e strategiche della Banca, si definiscono le capacità di spesa e gli spazi di manovra per la contrattazione di secondo livello, per gli accordi sul costo del lavoro, per i riconoscimenti professionali.
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EDITORIALE CARLO MAGNI - Siena, 25 agosto 2025

firma carlo
IL PIANO DI SIENA, LA LEZIONE DI SAN FRANCISCO
Monte dei Paschi, Mediobanca e il senso delle aggregazioni 
 
C’è un’immagine che, forse più di altre, aiuta a leggere l’attuale fase del nostro sistema creditizio. È quella di Amadeo Peter Giannini, figlio di emigrati liguri in California, che all’indomani del terremoto di San Francisco del 1906 apriva il suo banco improvvisato su due assi poggiati a cavalli di legno, offrendo prestiti “come prima, più di prima”, senza garanzie, a chi volesse ricominciare. Giannini aveva capito ciò che il suo tempo non vedeva: la banca non è un fortino di carta bollata, ma un’istituzione sociale, un presidio di fiducia che tiene insieme comunità, lavoro, aspirazioni.
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LETTERA AGLI ISCRITTI - OPS MPS/MEDIOBANCA - Siena, 16 luglio 2025

Carlo ultimaCare Colleghe, cari Colleghi,
come UILCA Banca e Gruppo Monte dei Paschi intendiamo esprimere alcune osservazioni sull’avvio ufficiale dell’operazione societaria tra MPS e Mediobanca, reso possibile dalle autorizzazioni ottenute dalle istituzioni competenti, nazionali ed europee.
Non siamo qui per commentare una strategia finanziaria in astratto, né per entrare nel merito delle dinamiche di mercato che hanno condotto a questa fase. Il nostro compito è chiaro: difendere la dignità del lavoro, vigilare sulla sostenibilità sociale e garantire che ogni cambiamento metta al centro le persone, non i numeri.
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